Gruppo
Wagner
La compagnia "Wagner" è stata descritta spesso come un’organizzazione
militare privata e come un gruppo paramilitare della Federazione Russa. Il gruppo
è di proprietà di Evgenij Prigožin, un uomo d'affari con stretti legami con il
presidente russo Vladimir Putin. Ufficialmente si tratta di un gruppo
indipendente di mercenari privati che, come descritto nell’articolo “In Africa, Mystery Murders Put Spotlight on
Kremlin’s Reach”, potrebbe avere legami diretti con il ministero della
difesa russo. Il vantaggio ad avere il controllo indiretto su tale compagnia
risiede nel non coinvolgere il governo in delle operazioni delicate, così da
far agire gruppi indipendenti come Wagner.
Il gruppo Wagner venne impiegato
per la prima volta nel 2014 durante la guerra del Donbass con un ristretto
numero di uomini, l’effettiva identità del fondatore del gruppo però non è
chiara, il Consiglio dell’Unione europea fa riferimento a Dmitrij Valer'evič
Utkin ed inserì l’intero gruppo nella lista dei terroristi dell'Unione europea nel 2022. A settembre dello stesso
anno l’oligarca ed imprenditore Evgenij Prigožin si dichiarò coinvolto nella
fondazione del gruppo Wagner.
Perché si chiama “Wagner”? Foreign
Policy ha rilevato che l'origine del nome "Wagner" sia sconosciuta.
Secondo alcuni deriverebbe dal nome di battaglia di Utkin il quale, adornato
con tatuaggi nazisti, lo avrebbe scelto in onore del compositore Richard Wagner
e per la sua passione per il Terzo Reich (Wagner fu il compositore preferito di
Adolf Hitler).
L’attività di Wagner
Il Quartier Generale del gruppo
si trova a San Pietroburgo ed i membri dal 2014 ad oggi sono aumentati da 250 a
50000, secondo l’articolo di Nicholas Cecil del quotidiano inglese Evening Standard, circa 40000 degli
attuali sono ex-carcerati. Il gruppo è equipaggiato con: armi pesanti, mezzi
corazzati, cacciabombardieri ed elicotteri d’attacco.
Wagner è stato impegnato in
svariati conflitti, fra i quali: Annessione della Crimea alla Russia, Guerra
del Donbass, Invasione russa dell'Ucraina del 2022, Guerra civile siriana,
Guerra civile in Sud Sudan, Seconda guerra civile libica e Seconda guerra
civile nella Repubblica Centrafricana.
Yevgeny Prigozhin
Questo è il nome più cercato in
rete nelle ultime ore, è stato definito "il cuoco di Putin" in un
articolo dell'Associated Press a causa dei ristoranti e delle sue attività di
catering che hanno ospitato cene a cui Vladimir Putin ha partecipato. Nato a
Leningrado nel 1961, dopo il diploma è stato condannato a dodici anni di
reclusione per rapina, frode e coinvolgimento di adolescenti nella
prostituzione, per poi scontarne nove. La carriera imprenditoriale iniziò con
una catena di vendita di Hot Dog ed espandendosi nel settore della ristorazione
arrivò fino a Vladimir Putin, entrando nella sua cerchia ristretta di
confidenti. Oggi è uno degli oligarchi più conosciuti con moltissime società in
svariati settori, alcune di esse sono state accusate di interferenze nelle
elezioni USA del 2016.
Prigožin, ormai numero uno del
gruppo Wagner, partecipò alle campagne in Ucraina, Siria, Mali, Repubblica
Centrafricana e Libia, venendo decorato come Eroe della Federazione Russa.
La Ribellione
Come descritto da Limes, Il 23
giugno 2023, dopo aver preso il controllo dei siti militari della città di
Rostov-sul-Don, Prigožin si è detto pronto a marciare fino a Mosca se il
ministro della Difesa Sergei Shoigu e il capo di Stato maggiore Valery
Gerasimov non avessero accettato di incontrarlo a Rostov sul Don. Il presidente
Vladimir Putin, in un discorso mattutino alla nazione, ha lodato i miliziani
del Gruppo Wagner per il loro impegno in battaglie come Bakhmut, ma ha
condannato la ribellione e specificato che i responsabili verranno puniti
duramente.
L’avanzata del Gruppo Wagner
verso Mosca si è interrotta il giorno dopo a seguito di una conversazione tra
Prigožin ed il presidente bielorusso Aljaksandr Lukašėnka, che gli ha formulato
un piano per la de-escalation concordato con Putin. L’accordo prevede che i
militari del Wagner che hanno partecipato all’ammutinamento non saranno
processati e Prigožin andrà in Bielorussia. I suoi due bersagli dichiarati,
Shoigu e Gerasimov, per ora rimangono al loro posto.
La quasi guerra civile durata
poche ore ha scosso sensibilmente il mondo, mettendo in evidenza enormi crepe
all’interno della leadership di Mosca. Di sicuro un fattore scatenante è stato
il lungo conflitto in Ucraina, che ha portato alla luce grosse problematiche
nei ranghi dell’esercito della Russia.
Il comandante della Wagner
Yevgeny Prigozhin ha detto al viceministro della Difesa Yunus-Bek Yevkurov e al
vice capo di stato maggiore Vladimir Alexeyev di aver lanciato la sua
ribellione per "salvare la Russia". In una serie di dialoghi diffusi
su Telegram da un canale che rappresenta ufficiosamente la milizia di
mercenari, Prigozhin attacca le gerarchie russe, accusate di mandare a morire i
soldati "perché vengono gettati nel tritacarne senza munizioni, senza
pensieri, senza piani".
Nelle ultime ore la situazione
sembrerebbe ritornare alla normalità, il presidente Putin ha nuovamente il
controllo della sua Nazione. Da questi eventi c’è da capire ancora molto, se da
un lato il conflitto fra Russia ed Ucraina ha portato allo scoperto la
disorganizzazione e la fragilità delle istituzioni russe, dall’altro Putin può
servirsene per “purgare” i rami più corrotti ed inefficienti del governo e “sfoltire”
la cerchia ristretta dei suoi uomini di fiducia. Come per il tentato golpe in
Turchia del 2016, un colpo di stato fallito da parte delle forze armate può
mettere allo scoperto eventuali “traditori”, così da rafforzare il potere del
leader. La differenza col caso russo risiede nel non coinvolgimento
dell’esercito, poiché Wagner è una milizia privata, e di conseguenza Putin
dovrà prestare maggiori attenzioni a tali organizzazioni ed agli oligarchi che
considera fidati.
Un articolo di Giuseppe Barone, con supervisione di Simone D'Angelo.

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