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Visualizzazione dei post da giugno, 2022

Conflitti dimenticati: l’isolamento dell’Afghanistan

L’Afghanistan è al punto di partenza: i talebani sono tornati. La crisi economica imperversa e la crisi umanitaria già in corso a causa dell’isolamento del paese da parte della comunità internazionale è stata aggravata dal terremoto Mw 6.1 del 21 giugno. Ad oggi metà della popolazione è a rischio fame, denuncia la FAO. Vale a dire 23 milioni di persone, di cui 14 milioni sono bambini secondo le stime di Save the Children. Sono passati quasi 11 mesi dall’inizio del governo dei talebani, facciamone un resoconto. Il governo dei talebani ha dimostrato di essere organizzato e di essere capace di mantenere il controllo del territorio, delle istituzioni e dei mezzi di informazione. I talebani controllano sapientemente l’opinione pubblica attraverso una retorica insistente. Rispetto al precedente governo filoamericano si ritengono legittimi rappresentanti del popolo afghano. Denunciano inoltre la corruzione politica e morale dei predecessori. La retorica dei talebani fa leva sulla riduz...

Yemen senza pace

La guerra in Ucraina, nel cuore d’Europa, ha smosso le nostre sensibilità e ha inevitabilmente gettato un’ombra mediatica sugli altri conflitti e crisi umanitarie in corso nel mondo. Un breve sipario si è aperto sull’Afghanistan nel momento del ritiro delle truppe americane da Kabul ad agosto, ma da febbraio 2022 l’attenzione mediatica si è spostata altrove. Se già poca voce veniva data a contesti come Afghanistan, Libia e Siria la paura di una guerra in Europa e di un nuovo bipolarismo ha ulteriormente oscurato la situazione di grave crisi in cui vivono questi paesi. Ancora di più per quanto riguarda paesi poveri, lontani e dimenticati come quelli subsahariani. Lo Yemen è tra queste realtà dimenticate.  I disordini in Yemen sono iniziati nel 2015, nel contesto della Primavera araba. Il movimento ribelle musulmano sciita degli Houthi ha preso il controllo della provincia settentrionale di Saada fino ad arrivare alla capitale Sanaa . Oggi, nonostante la tregua e la fine dell’embar...

Zelensky al Global Policy Forum 2022

  Nelle giornate del 20-21 Giugno si è tenuto il Global Policy Forum organizzato da ISPI, OCDE, T20 Indonesia presso l’Università Bocconi di Milano. L’evento ha lo scopo di porre all’attenzione cinque grandi temi rilevanti per il futuro della comunità interazionale secondo l’Istituto per lo Studio della Politica Internazionale: la guerra in Ucraina, la transizione verde, l’economia globale, digitalizzazione, salute e SDGs. Problematiche strettamente connesse tra di loro che, si vuole sottolineate, esigono un coordinamento internazionale e politiche comuni, a partire dalla guerra in Ucraina e dalle sue implicazioni economiche.     In apertura, special guest Volodymyr Zelensky in collegamento dall’Ucraina. L’Ucraina – esordisce il presidente – ha bisogno di armi, rifornimenti, alimenti ed equipaggiamento moderno. Questo è l’appello rivolto da Zelensky all’Italia e all’Europa, in presenza del Commissario europeo per gli affari economici e monetari Paolo Gentiloni . ...

Un guerrigliero come Presidente

Il prossimo 19 Giugno si terrà il ballottaggio per l’elezione del presidente colombiano. A sfidarsi saranno il candidato della sinistra Gustavo Petro , forte del 40% ottenuto al primo turno, e l’indipendente Rodolfo Hernandez . I sondaggi rivelano il vantaggio dell’ex guerrigliero sul contendente, la sua elezione sarebbe un evento senza precedenti nella storia colombiana in quanto egli diverrebbe la prima personalità di sinistra ad ottenere la massima carica politica del paese.   Padre di famiglia, adopera abilmente l’arte oratoria, sebbene essa si è più volte rivelata un’arma a doppio taglio, facendo trapelare un lato oscuro del proprio carattere, da lui stesso ammesso in un’intervista nel 2010: “Tendo a essere autoritario. È uno dei miei problemi, perch é una personalit à forte può mettere in difficolt à la squadra ” . La destra tende a demonizzarlo accostandolo ad altri leader sudamericani, tra tutti Fidel Castro e Hugo Chavez, mentre la sinistra vede in lui un elemento di rot...

Ora è guerra, dopo il caos

Le recenti polemiche connesse al futuro ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea ci impongono, tra le altre cose, anche una riflessione sulla condizione post-bellica del paese. Ovviamente le speculazioni a proposito dei futuri confini russo-ucraini e del collocamento internazionale dell’Ucraina sono all’ordine del giorno. Dobbiamo tuttavia tener presenti anche altri aspetti che in molti casi vengono meno considerati rispetto a quelli sopra indicati. Immaginando la pace in un’Ucraina devastata la domanda sorge abbastanza spontanea: cosa ne sarà di tutte le armi arrivate nel paese? Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima fare una serie di premesse sulla situazione anteguerra. In primo luogo va detto che l’Ucraina era tra i paesi europei più influenzati da organizzazioni criminali e dalla corruzione politica. Ciò ha ovviamente influenzato la vita sociale dei cittadini dal crollo del blocco sovietico a causa dei traffici che percorrevano il paese fino a non molto tempo fa. In...