Nelle giornate del 20-21 Giugno si
è tenuto il Global Policy Forum organizzato da ISPI, OCDE, T20 Indonesia presso
l’Università Bocconi di Milano.
L’evento ha lo scopo di porre
all’attenzione cinque grandi temi rilevanti per il futuro della comunità
interazionale secondo l’Istituto per lo Studio della Politica Internazionale:
la guerra in Ucraina, la transizione verde, l’economia globale, digitalizzazione,
salute e SDGs. Problematiche strettamente connesse tra di loro che, si vuole
sottolineate, esigono un coordinamento internazionale e politiche comuni, a
partire dalla guerra in Ucraina e dalle sue implicazioni economiche.
“Dall’inizio della guerra – ha
sottolineato il presidente ucraino – dodici milioni di ucraini hanno
dovuto lasciare le loro case, cinque milioni hanno dovuto lasciare il paese.
Molti sono i profughi che sono stati accolti nel vostro paese e per questo io
vi ringrazio. Aiutateci a farli ritornare qui, in un paese pacificato”. Il
presidente ha sottolineato quindi che “per gli ucraini la cosa più importante è
la pace ed essere in pace nel nostro paese. Stiamo proteggendo i valori che
abbiamo in comune con l’Europa”.
Rispondendo a una domanda dalla
platea sulla candidatura
dell’Ucraina nell’Ue, il presidente ha voluto sottolineare che
“la nostra motivazione sono i valori comuni dell'Unione europea e il
mostrare a tutti che l'Ucraina non ha paura del secondo maggior esercito al
mondo. Muoversi verso l'Unione europea per noi è un fattore unificante e
ricevere lo status di candidato ci rafforzerebbe”.
Riguardo il fornire armi alla
resistenza Ucraina Zelensky ha rimarcato che le armi concesse dagli
alleati sono sempre servite all’esclusiva difesa dell’Ucraina e mai
all’attacco: “Non abbiamo e non vogliamo colpire al di là delle nostre
frontiere – ha dichiarato – ma solo garantire la
pace sul nostro territorio”.
In chiusura Zelensky
ha voluto ringraziare l’Italia, rilanciando un ruolo in prima fila per
Roma nella trattativa di pace: “Ci servono garanzie di sicurezza per il futuro
e crediamo che l’Italia dovrebbe essere tra i garanti. Ringraziamo per il
sostegno il governo italiano”.
Di seguito è intervenuto Paolo Gentiloni, che ribadisce come da europei non possiamo non impegnarci per sostenere l'Ucraina: “sono sicuro che l'Unione europea continuerà ad essere impegnata”.
Parlando del conflitto e delle
ripercussioni che questa sta avendo sulla situazione internazionale, il
commissario ribadisce che “La guerra sconsiderata della Russia in Ucraina ha
creato onde d'urto in tutto il mondo. Ora stiamo affrontando una crisi
energetica, alimentare e del costo della vita. L'inflazione ha raggiunto
livelli che non vedevamo da decenni e le previsioni per la crescita globale
sono state fortemente abbassate”. Senza contare che “la carenza di cibo e la
siccità stanno minacciando gran parte dei paesi in via di sviluppo. L'invasione
della Russia ha cambiato le regole del gioco non solo per quanto riguarda le
politiche energetiche ma anche per la nostra difesa globale e per le future
relazioni commerciali” conclude Gentiloni.
Un articolo di Emma Giacomello, con supervisione di Simone D'Angelo.
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