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Visualizzazione dei post da aprile, 2022

Tavoli e Armi Nucleari

  La sera del 27 aprile   Putin è intervenuto di fronte al parlamento a San Pietroburgo, il leader del Cremlino ci ha tenuto a mostrarsi ancora una volta minaccioso e potente agli occhi dell’occidente e dell’opinione pubblica russa. Ma quanto di questo atteggiamento poggia su basi reali e quanto invece è funzionale alla strategia russa? Questa la fase saliente del suo discorso necessaria per provare ad interpretare la postura russa in questo momento. “Se qualcuno, e sottolineo ancora una volta, se qualcuno intende interferire negli eventi in corso dall’esterno creerà minacce strategiche inaccettabili per la Russia. Devono sapere che la nostra risposta a queste interferenze sarà fulminea. Abbiamo tutti gli strumenti per fare questo, strumenti di cui nessuno può vantarsi in questo momento. Noi non ci vantiamo, ma li useremo se dovesse essere necessario. E voglio che tutti lo sappiano”. Il Tavolo che non c’è Putin ha inoltre aggiunto che le modalità attraverso le quali Mosca reag...

Partner storici, vecchi rivali e nuovi intrecci: il difficile equilibrio di Tokyo

  Le nuove linee guida per la difesa nazionale pubblicate da Tokyo nel mese di aprile gettano luce sulle mosse future del Paese nello  scacchiere regionale. Oltre ai soliti noti tra i Paesi indicati come minacce alla sicurezza nazionale - Repubblica Popolare Cinese e Corea del Nord- , compare la Federazione Russa, le cui crescenti attività militari sono indicate come “ oggetto di interesse” e pertanto “ da monitorare “. Vecchi avversari e nuovi contendenti  Che Pechino e Pyongyang siano sorvegliati speciali di Tokyo è cosa nota. La Repubblica Democratica Popolare della Corea del Nord, con le sue ambizioni nucleari e un debole per il rapire i cittadini giapponesi, è un elemento destabilizzante della regione il cui collasso porterebbe a scenari ancora più preoccupanti. La Repubblica Popolare Cinese ha invece mostrato negli anni una presenza sempre più aggressiva e determinata  nel garantirsi il controllo del Mare Cinese del Sud e dei territori contesi con i propri vici...

In Bosnia-Erzegovina torna la paura

  I Balcani sono, e sono sempre stati, una grande polveriera, teatro di scontro tra le diverse etnie che popolano l’area; si commette però un errore nel presupporre che tutte le problematiche relative al suddetto territorio siano da imputare alla sua multietnicità. I fattori che concorrono nel rendere la regione estremamente esplosiva sono diversi e perlopiù di derivazione storica. Uno tra tanti è l’aspetto geografico, che sin dalla nascita delle prime civiltà stanziatesi nella penisola balcanica ha agito da ostacolo per lo sviluppo di una comunità unita, e che al contempo ha condotto a due risultati: il primo è l’impossibilità di comunicare internamente, causata dal contrasto tre le regioni montuose dell’entroterra ed i territori costieri, il secondo ha invece reso la regione, grazie alla sua posizione strategica, oggetto di dominazioni straniere, le quali hanno inasprito i sentimenti della popolazione autoctona e prodotto la nascita di moti nazionalisti. La questione etnica si ...

Cina 2030: Obiettivo "Riunificazione"

La questione di Taiwan riaccende le tensioni tra Cina e Stati Uniti dopo la visita di una delegazione bipartisan di sei senatori statunitense sull'isola, che Pechino rivendica come parte del proprio territorio nazionale.  Il gruppo, guidato dal democratico Robert Menendez e dal repubblicano Lindsey Graham ha incontrato la presidente dell'isola, Tsai Ing-wen.  Taiwan è un "Paese di importanza globale", ha dichiarato Menendez nel colloquio con Tsai, citando la produzione di semi-conduttori, e la sua sicurezza ha implicazioni per il mondo. Sembra infatti che, dopo aver risolto le questioni di Hong Kong e Macao, Pechino sia ora intenzionata a entrare in azione anche a Taiwan, con l’obiettivo di portare a termine la  riunificazione dell’isola con la madrepatria  entro il 2030.   One China Policy La  One China Policy  è il frutto di una lunga trattativa diplomatica avviata dall’inizio degli anni settanta, a seguito della rottura tra Pechino e Mosca....

Europa, perché non può sostituire il gas russo

  Il Parlamento europeo ha chiesto l'embargo immediato "delle importazioni dalla Russia di petrolio, carbone, combustibile nucleare e gas". Secondo il New York Times, la misura è attualmente in discussione ma non finirà su tavoli ufficiali fino al ballottaggio delle presidenziali francesi, il 24 aprile. Dati i costi particolarmente elevati di una messa al bando dei prodotti petroliferi importati dalla Russia per alcuni Paesi — e in particolare per la Germania — l'introduzione dell'embargo potrebbe essere graduale. Stop a gas e petrolio Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, accusa pesantemente alcuni Paesi europei. Nella mattinata di giovedì, parlando a un panel di esperti finanziari europei, Zelensky aveva detto che l'Europa deve «smettere di sponsorizzare la macchina militare russa» acquistando idrocarburi da Mosca. In una intervista alla  Bbc , Zelensky ha accusato i Paesi europei che continuano a comprare petrolio russo, parlando di  «soldi sporchi del...