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Pericolo Atomico in Ucraina

 



È stata finalmente annunciata il 29 Agosto la partenza della missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) condotta dal direttore generale dell’Aiea, il diplomatico argentino Rafael Grossi, allo scopo di monitorare la centrale di Zaporižžja. La centrale ucraina è occupata da marzo dalle forze russe e i combattimenti, che si svolgono nelle sue immediate vicinanze, mettono a repentaglio la sicurezza della centrale. L’Aiea, che riferisce i suoi rapporti alle Nazioni Unite e al Consiglio di sicurezza, è allarmata dalla minaccia di una nuova Černobyl. La presenza dell’Aiea non garantisce la messa in sicurezza della più grande centrale nucleare d’Europa. Il conflitto per il controllo della centrale è acceso e rischio di un incidente è concreto.

La missione dell’Aiea consiste nell’ispezionare le strutture della centrale e accertarsi della sua messa in sicurezza. Gli esperti hanno inoltre preteso di poter parlare con il personale ucraino della centrale, anche perché alcuni dipendenti hanno fatto sapere di lavorare in condizioni inaccettabili.

La partenza della Aiea e la concessione di entrambe le parti in causa dell’intervento internazionale non erano affatto scontate. Ciò dimostra che c’è ancora spazio per la diplomazia, anche se i combattimenti vann
o avanti. Per sbloccare la situazione ognuno dei due fronti ha dovuto fare importanti concessioni. Vladimir Putin, in occasione di una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron avvenuta il 19 agosto, ha accettato che la missione dell’Aiea si presentasse in Ucraina senza passare dalla Russia come chiedeva inizialmente Mosca. L’Ucraina da parte sua ha accettato la pretesa russa che gli esperti di due paesi, Stati Uniti e Regno Unito, fossero esclusi dalla missione, alla quale prendono invece parte Francia, Italia e Lituania.

Ma quale sarà il futuro della centrale? È possibile che Putin proceda nel rivendicare la centrale con lo scopo di indirizzare l’energia elettrica verso le zone russe laddove la centrale produce il 20 per cento dell’elettricità dell’Ucraina? Oppure Putin accetterà la demilitarizzazione della centrale? Quanto meno, fino a quando l’Aiea sarà sul posto, dovrà essere rispettato un cessate il fuoco di fatto da entrambe i fronti.


Un articolo di Emma Giacomello, con supervisione di Simone D'Angelo.

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