È in corso
il XX Congresso del Partito Comunista, che a breve dovrebbe affidare al
presidente XI Jinping il terzo mandato. Nel discorso di apertura il
leader cinese ha parlato dei successi del governo: il Pil raddoppiato in un
decennio, la lotta alla corruzione e alla pandemia.
In realtà la situazione in Cina non è come descritta da Xi, i dati ufficiali
sulla pandemia non sono credibili e l’economia ha subito negli ultimi anni un
forte rallentamento con una crescita di solo il 3,2% del Pil. Fatti che minano
la stabilità del paese, ai quali Xi intende rispondere con il rafforzamento del
partito in senso sempre più assolutistico.
Riguardo la politica estera Xi ha ribadito che la Cina non rinuncerà all’annessione di Taiwan, se serve anche con la forza. Già nel luglio 2019 era stato inserito nel Libro Bianco, una sorta di programma del partito, l’impegno del governo centrale cinese ad annettere Taiwan. Nel frattempo, gli Usa hanno armato Taiwan per svariati miliardi di dollari al fine di affrontare future minacce. Ha contribuito ad alzare la tensione la visita dello scorso agosto a Taipei della portavoce del Congresso statunitense Nancy Pelosi, cosa che ha provocato reazioni durissime e soprattutto imponenti esercitazioni militari cinesi.
Il
presidente cinese ha parlato anche di Hong Kong, spiegando che avendo
conseguito la stabilità della situazione politica, sarà ora possibile tornare
al progetto del “un paese, due sistemi”.
Sul fronte
economico, Xi ha messo in evidenza come sebbene il PIL sia raddoppiato negli
ultimi dieci anni, si rivela necessario “accelerare la costruzione di un nuovo
modello di sviluppo e concentrarsi sulla promozione di uno sviluppo di alta
qualità” , ribadendo
al contempo il sostegno al settore privato e l’impegno volto a consentire ai
mercati di svolgere un ruolo chiave.
Un articolo di Emma Giacomello, con supervisione di Simone D'Angelo.
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