Cosa sono le Terre Rare?
Le terre rare (in inglese
"rare-earth elements" o REE) sono un gruppo di 17 elementi chimici
della tavola periodica, precisamente scandio, ittrio e i lantanoidi. Esse si
trovano sparse in tutta la crosta terrestre, ma trovano particolare
concentrazione in determinati minerali come: gadolinite, xenotime, samarskite,
euxenite, fergusonite, ittrotantalite ecc...
Le Terre Rare stanno acquistando
sempre più importanza strategica e geopolitica, in quanto esse sono alla base
della produzione di: Superconduttori, magneti, catalizzatori, fibre ottiche ed
inoltre sono fondamentali per la produzione di auto ibride, semiconduttori e
componenti elettronici.
Terre Rare, Tecnologia e Transizione Energetica
Dall’economia dell’energia
rinnovabile a quella militare le terre rare sono essenziali per tutti quei
paesi dove il settore terziario è altamente sviluppato. Di interesse attuale è
la strategia europea per ottenere maggior indipendenza energetica, dando sempre
più spazio alle fonti rinnovabili per ammortizzare la domanda di gas russo e
allo stesso tempo di inquinare meno. Tuttavia alla base dei principali settori
del rinnovabile e dell’elettronica ci sono componenti con particolari proprietà
magnetiche e fisiche, ovvero quelli contenenti terre rare, rendendo l’Europa ed
i paesi “occidentali” dipendenti da un’altra risorsa. Altre preoccupazioni
riguardano il mercato tecnologico, con i crescenti consumi di batterie, auto
elettriche, pc ed altro, una monopolizzazione delle terre rare o la sua
scarsità in natura porterebbe ad una crisi senza precedenti.
Dove si trovano le Terre Rare?
Nel 2017 la Cina ha prodotto l'81%
della fornitura mondiale di terre rare, principalmente nella regione della Mongolia
Interna, la maggior parte delle quali (come il disprosio) provengono da fonti
di terre rare cinesi come il deposito polimetallico di Bayan Obo.
L'aumento della domanda ha messo a
dura prova l'offerta e cresce la preoccupazione che il mondo possa presto
affrontare una carenza di terre rare. Nel 2013 è stato affermato che la domanda
sarebbe aumentata a causa della dipendenza dell'UE da queste risorse, visto il
fatto che non possono essere sostituite da altri elementi e che esse hanno un
basso tasso di riciclaggio. Inoltre, a causa dell'aumento della domanda e della
scarsa offerta, si prevede che i prezzi futuri aumenteranno dando possibilità a
paesi diversi dalla Cina di aprire altre miniere di REE, sorvolando sulle
pesanti norme ambientali che spesso ne impediscono la lavorazione e
l’estrazione.
La crescente dipendenza dall’importazione
cinese di terre rare ha portato a serie preoccupazioni, in quanto la Cina ha
annunciato l'intenzione di ridurre la sua quota di esportazione per conservare
le scarse risorse e proteggere l'ambiente, anche se la principale motivazione è
quella di mantenere i prezzi alti e non esaurire rapidamente la risorse.
Il governo di Pechino ha ulteriormente aumentato il suo controllo costringendo le società di minatori più piccole e indipendenti a fondersi in società di proprietà statale o rischiare la chiusura.
La reazione degli Usa, Australia,
Canada ed altri produttori “occidentali” fu quella di aprire nuove miniere o di
riaprire miniere esistenti. Un esempio può essere la miniera Statunitense di Mountain
Pass, in California, che potrebbe essere in grado di produrre fino a 7200
tonnellate di ferro-niobio e 95 tonnellate di triossido di scandio all'anno. Tuttavia,
a partire dal 2022, il finanziamento è ancora in corso.
Nel 2019 la Cina ha fornito tra
l'85% e il 95% della domanda globale di 17 polveri di terre rare, metà delle
quali provenienti dal Myanmar. Dopo il colpo di stato da parte dei militari nel
2021 il paese del Sud-est asiatico è piombato nuovamente nel caos, godendo solo
per pochi anni di un governo più liberale e democratico. Il fragile regime
militarista e corrotto ha permesso a molte organizzazioni di sfruttare
illegalmente il territorio per l’intenso potenziale delle risorse naturali,
spesso finite nel mercato nero oppure esportate nei paesi vicini. Kachin è una
delle regioni più marginali della nazione e nell’agosto del 2022 l’inchiesta
della Global Witness “Myanmar’s poisoned
mountains” sottolinea come le immagini satellitari della zona mostrino un
incremento esponenziale di lagune di raccolta, dove vengono setacciate e
separate le terre rare in maniera grossolana.
Tutte le risorse estratte in quella
regione finiscono nelle mani delle varie milizie armate e vendute alla vicina
Cina, che oltre a quelle del proprio territorio controlla anche le terre rare
del vicino Myanmar.
Groenlandia
Con il riscaldamento globale e lo scioglimento
dei ghiacci la Groenlandia si è spesso trovata al centro della geopolitica
internazionale, sia per la posizione strategica e le rotte del nord, sia per le
ingenti risorse che possono trovarsi al di sotto della superficie sempre meno
coperta dai ghiacci. Oltre alla scoperta di nuovi possibili giacimenti di
idrocarburi, è stata recentemente affermata la presenza di un grosso deposito
di terre rare (lujavrite nera con 1% di terre rare). L' Unione
Europea ha esortato la Groenlandia a limitare lo sviluppo cinese di progetti di
terre rare in zona, ma dall'inizio del 2013, il governo della Groenlandia ha
affermato di non avere intenzione di imporre tali restrizioni. Molti politici
danesi hanno espresso la preoccupazione che altre nazioni, inclusa la Cina,
possano acquisire influenza nella Groenlandia scarsamente popolata, dato il
numero di lavoratori stranieri e gli investimenti che potrebbero provenire
dalle società cinesi nel prossimo futuro a causa della legge approvata nel
dicembre 2012.
Europa
Il vecchio continente,
apparentemente privo di grosse risorse naturali, ha recentemente avviato numerose esplorazioni
alla ricerca di possibili depositi di terre rare per colmare la forte
dipendenza dalla Cina.
Nella Spagna centrale, nella
provincia di Ciudad Real, il proposto progetto minerario di terre rare
'Matamulas' può fornire, secondo i suoi sviluppatori, fino a 2.100 Tn/anno (33%
della domanda annuale dell'UE). Tuttavia, questo progetto è stato sospeso dalle
autorità regionali a causa di preoccupazioni sociali e ambientali. Il 12
gennaio 2023, la società mineraria statale svedese LKAB ha annunciato di aver
scoperto un deposito di oltre 1 milione di tonnellate di terre rare nell'area
di Kiruna, a nord del paese, che lo renderebbe il più grande deposito di questo
tipo in Europa.
Rifiuti
Oltre i depositi già citati nel
mondo esistono tantissimi altri progetti estrattivi per questa risorsa, come in
Nord Corea, Vietnam, Sud Africa e Malesia. Nonostante tutto l’enorme impatto
ambientale ed i prezzi della risorsa sempre meno costanti porterebbero ad una
sfiducia nell’avvio di nuove attività minerarie.
Un'altra fonte di terre rare
sviluppata di recente sono i rifiuti elettronici che hanno componenti
significativi di terre rare. I progressi nella tecnologia di riciclaggio hanno
reso meno costosa l'estrazione di terre rare da questi materiali. Gli impianti
di riciclaggio che operano in Giappone, stimano che 300.000 tonnellate di terre
rare si trovino nell'elettronica inutilizzata. In Francia, il gruppo Rhodia sta
allestendo due stabilimenti che produrranno 200 tonnellate di terre rare
all'anno da lampade fluorescenti usate, magneti e batterie. Infine gli USA
stimano che nelle vecchie miniere usate nell’epoca della “corsa all’oro” siano
stati scartati enormi quantitativi di minerali potenzialmente ricchi di terre
rare, abbassando così i costi estrattivi.
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