Passa ai contenuti principali

Georgia: Agenti stranieri, Molotov e proteste. Cosa sta succedendo?

 


La Scintilla

Migliaia di persone sono scese in piazza Martedi 7 Marzo 2023 in Georgia per protestare contro il primo sì votato dal Parlamento a una controversa legge sugli “agenti stranieri”. Secondo i suoi detrattori, uno strumento di cui il governo si doterebbe per intimidire media e Ong – sull’esempio di quanto fatto dal 2012 in Russia. Alcuni dei manifestanti, radunatisi a migliaia a Tbilisi, hanno tentato di fare irruzione nel Parlamento, sfondando le barriere di ferro davanti al cancello d’ingresso. 

La polizia, dispiegata in assetto antisommossa, ha risposto sparando contro i manifestanti gas lacrimogeni e con cannoni ad acqua. Sui social media circolano numerose immagini dei manifestanti colpiti al corpo e al viso. «Il popolo georgiano è in strada per difendere il futuro europeo del Paese di fronte all’adozione della legge russa sugli agenti stranieri da parte del partito di governo», L’ambasciata degli Stati Uniti in Georgia ha definito quello di giorno 7 Marzo “un giorno nero per la democrazia georgiana“, affermando che «la discussione da parte del Parlamento georgiano di leggi ispirate al Cremlino è incompatibile con le aspirazioni del Paese all’integrazione europea e allo sviluppo democratico», e che «l’adozione delle leggi [sulla “influenza straniera”] danneggerà le relazioni della Georgia con i suoi partner strategici e complicherà il lavoro delle organizzazioni che aiutano i loro concittadini [all’interno del Paese]. 

Il progetto di legge e la sua discussione attiva mettono in discussione la disponibilità del partito al governo per l’integrazione euro-atlantica». Sula stessa linea le considerazioni arrivate in serata dall’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di difesa, Joseph Borell, che parla di «sviluppo molto negativo per la Georgia e la sua gente».

Il Presidente Zelensky

L’appello del presidente ucraino: «Non solo Kiev, anche Georgia e Moldavia meritano di entrare nell’Unione Europea. Non c’è ucraino che non augurerebbe il successo alla nostra amica Georgia. Un successo democratico, un successo europeo». Così Zelensky ha commentato gli scontri  in corso a Tbilisi, dove migliaia di persone stanno protestando contro la legge sugli «agenti stranieri». Secondo i detrattori, si tratterebbe di uno strumento con cui il governo potrebbe intimidire media e Ong, sull’esempio di quanto avviene in Russia già dal 2012. 

Da giorno 7 Marzo, a Tbilisi, alcuni manifestanti stanno tentando di fare irruzione nel Parlamento, sventolando bandiere dell’Unione Europea e dell’Ucraina. «Vogliamo essere nell’Unione europea e lo saremo. Vogliamo che anche la Georgia entri nell’Unione europea, e sono sicuro che ci sarà. Ma vogliamo anche la Moldavia nell’Ue, e ci sarà. Tutti i popoli liberi d’Europa se lo meritano», ha aggiunto oggi Zelensky nel suo discorso serale alla nazione. 

Dopodiché, il presidente ucraino ha voluto mostrare tutta la propria riconoscenza per i manifestanti georgiani che – durante le proteste – hanno sventolato la bandiera gialla e blu per sostenere la resistenza di Kiev. «Voglio ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno tenuto bandiere ucraine nelle piazze e nelle strade della Georgia. Voglio ringraziarvi per il nostro inno nazionale, che è stato suonato a Tbilisi. Questo è rispetto per l’Ucraina e voglio esprimere il mio sincero rispetto per la Georgia», ha aggiunto Zelensky. In serata, anche da Washington è arrivato un messaggio in sostegno dei manifestanti georgiani.

La Marcia Indietro del Parlamento Georgiano

Dopo due giorni di violenti scontri di piazza, il Governo Georgiano fa marcia indietro e ritira i controversi progetti che miravano a stringere le maglie del controllo nei confronti delle organizzazioni della società civile, innanzitutto le Ong e i media.

“In quanto responsabili nei confronti di ogni membro della società - si legge in una nota pubblicata giovedì mattina sul sito del canale televisivo Rustavi2 - abbiamo deciso di ritirare incondizionatamente il disegno di legge che abbiamo sostenuto senza alcuna riserva”. dopo due notti di scontri, cinquanta poliziotti feriti e sessantasei manifestanti arrestati con l'accusa di teppismo, resistenza alle forze dell'ordine e lanci di bottiglie molotov e pietre. È questo il bilancio delle violente manifestazioni di protesta che si sono svolte a Tiblisi, capitale della Georgia. Secondo Interfax, una nuova manifestazione di protesta ha portato in piazza anche migliaia di persone, in gran parte studenti universitari, tornate a radunarsi nella piazza antistante il Parlamento.

Aprendo la manifestazione, Levan Khabeishvili, presidente del partito di opposizione United National Movement, aveva invitato la folla a tenere proteste quotidiane fino a quando le autorità non avrebbero ritirato il disegno di legge sotto accusa. Adesso il partito al potere ha deciso «incondizionatamente» di ritirare la contestata legge. Il partito ’Sogno georgiano’ e i suoi alleati hanno dichiarato di ritirare la proposta di legge, citando le “divisioni nella società” che essa ha provocato.


Un articolo di Luigi Billeci, con supervisione di Simone D'Angelo.

Commenti

Post popolari in questo blog

210 miliardi di dubbi: l’UE e il dilemma dei fondi russi per l’Ucraina

Potrebbe sembrare una scena da film: un tesoro enorme, congelato. Nessuno può toccarlo, nessuno lo usa, eppure tanti ne parlano. In realtà non è una sceneggiatura hollywoodiana, ma quello che è successo veramente a Bruxelles, il 18–19 dicembre 2025 , quando i leader dell’Unione Europea si sono confrontati (e alla fine non hanno trovato un accordo, sia mai) sull’uso degli asset russi congelati per sostenere l’Ucraina nella sua guerra contro la Russia. Il “tesoro” che nessuno osa toccare Quella cifra, circa €210 miliardi di euro,  non sono denaro contante, ma risorse finanziarie immobilizzate dopo l’invasione russa del 2022 : titoli, obbligazioni e riserve della banca centrale russa che ora non possono essere mosse. La maggior parte è custodita in una grande infrastruttura belga chiamata Euroclear . Ecco il punto cruciale: per molti questa non è solo una questione di conti, ma di giustizia e responsabilità storica . Soldi congelati perché sono di uno Stato che ha invaso un altro St...

Cos’è il gruppo Wagner? Cosa succede in Russia?

Nelle ultime ore la situazione in Russia si sta aggravando sempre di più, oltre la lunga campagna in Ucraina, il famoso gruppo militare Wagner ha lanciato una rivolta contro i vertici di Mosca. La vicenda è ancora in pieno sviluppo, ma prima di trarre conclusione capiamo di cosa si tratta. Gruppo Wagner La compagnia "Wagner" è stata descritta spesso come un’organizzazione militare privata e come un gruppo paramilitare della Federazione Russa. Il gruppo è di proprietà di Evgenij Prigožin, un uomo d'affari con stretti legami con il presidente russo Vladimir Putin. Ufficialmente si tratta di un gruppo indipendente di mercenari privati che, come descritto nell’articolo “In Africa, Mystery Murders Put Spotlight on Kremlin’s Reach” , potrebbe avere legami diretti con il ministero della difesa russo. Il vantaggio ad avere il controllo indiretto su tale compagnia risiede nel non coinvolgere il governo in delle operazioni delicate, così da far agire gruppi indipendenti come W...

Estonia: rimossi i monumenti sovietici

"Il mio governo ha deciso di rimuovere i monumenti sovietici dagli spazi pubblici in tutta l'Estonia. In quanto simboli delle repressioni e dell'occupazione sovietica, sono diventati fonte di crescenti tensioni sociali: in questi momenti dobbiamo tenere al minimo il rischio per l'ordine pubblico". Così la premier estone Kaja Kallas spiega la decisione presa dal nuovo governo Kallas II . Il governo ha concordato che i monumenti comunisti negli spazi pubblici, incluso il famoso carro armato T-34 a Narva, saranno rimossi il prima possibile. Come ha riportato l'emittente Err, si stima che ci siano tra 200 e 400 monumenti sovietici in tutta l'Estonia. Il primo ministro ha affermato che quelli che si trovano su terreni privati dovranno essere rimossi dai loro proprietari. Su Twitter la premier afferma: "I monumenti di valore storico saranno spostati nei musei, ma non saranno demoliti", ha spiegato Kallas. "Cerchiamo di preservarli il più poss...